La Strada della gentilezza

Abbiamo trovato della gentilezza in due bei film.

Il primo ha un legame molto particolare con Bergoglio che, appena eletto papa, in un’intervista a Civiltà Cattolica del 19 agosto 2013 disse: “La Strada di Fellini è il film che forse ho amato di più”. Fu girato nel 1954, poi premiato con l’Oscar per il miglior film straniero; il regista riminese ne firmò regia, soggetto e sceneggiatura, e costruì una storia incentrata attorno alla figura di Gelsomina, ragazza con una mente da bambina, abbandonata dalla famiglia e comprata da un fenomeno da baraccone, Zampanò, uomo brutale e violento, che la tratta malissimo in continuazione. Eppure lei rimane e, mantenendo uno spirito bambino, non fa mancare all’uomo il suo affetto, nonostante tutto. Lui l’abbandonerà, eppure quell’affetto ricevuto non sarà stato vano, provocando un finale, commovente, pianto di pentimento. Durante un’udienza del 16 giugno 2016, Papa Francesco disse: “quando suonavano quella bella musica del film La Strada, io ho pensato a quella ragazza che, con la sua umiltà, è riuscita ad ammorbidire il cuore duro di un uomo che aveva dimenticato come si piange”.

Il secondo film è il recente “Un amico straordinario”, con un bravo Tom Hanks che interpreta il vero Fred Rogers, conduttore americano di una popolare trasmissione televisiva per bambini negli anni ‘90, nella quale il protagonista si comporta come un amabile vicino di casa, raccontando storie ricche di empatia e solidarietà. Un giornalista, ispirato al vero Tom Junod, viene incaricato di scrivere un ritratto di Rogers; egli è un uomo tormentato, cinico, che riversa la sua rabbia nella professione nella quale è divenuto celebre per le sue stroncature. Quando incontra Rogers, infatti, cerca subito i suoi lati oscuri. Ma l’umanità del conduttore finisce per interrogare il giornalista, via via affascinato da una persona gentile e capace di comprendere gli altri. Un film, a tratti, baricentrato sul lato sentimentale, tuttavia colpisce la forza semplice e contagiosa della mitezza di un uomo che, pur non perfetto, insiste a cercare il bene, e la “grazia” di un incontro che, a poco a poco, arriva a cambiare lo sguardo del cinico interlocutore.

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